| AREE | SERVIZI | ARTICOLI | APPROFONDIMENTI | STAFF | LA NOSTRA ESPERIENZA |  
  | LAVORA CON NOI | DOMENICO FAZZALARI | AREA RISERVATA |



LEVERAGED BUYOUT E RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE: NOVITA' OPERATIVE ED ANALISI ECONOMICO - FINANZIARIE
di Domenico Fazzalari e Roberto Calisse

Il settore m. & a. ha avuto in questi ultimi anni un notevole sviluppo, legato soprattutto ai nuovi e mutati scenari economici internazionali, che vedono la creazione di fatto di un solo mercato globale internazionale dove devono competere tutti i soggetti economici; da ciò deriva la necessità di profonde ristrutturazioni a livello societario per raggiungere, tra gli altri, come obiettivo minimale, un limite dimensionale sufficiente a permettere la permanenza sul mercato, e come obiettivo ottimale, limiti dimensionali tali da far incrementare la penetrazione sul mercato.

Correlativamente in momenti di crisi economica, come quello attuale, si fa ancora più pressante l'esigenza di ristrutturazioni aziendali, mirate al conseguimento di maggiori livelli di competitività e/o redditualità ed allo snellimento di strutture patrimoniali spesso ridondanti, ed ancora al ripianamento di pesanti esposizioni debitorie.

I mezzi economico-giuridici a disposizione per il raggiungimento di tali obiettivi sono molteplici e vanno dalla fusione, per unione o per incorporazione, alla scissione, al conferimento d'azienda, all'acquisizione di pacchetti di partecipazione, alla creazione di gruppi, agli accordi commerciali.

In tale novero deve farsi rientrare anche una forma di acquisizione societaria relativamente nuova per il nostro mercato: il leveraged buyout, inteso in senso ampio, ricomprendendovi quindi tutte le altre forme riconducibili al suo schema tipico, come ad esempio il management buyout, o le nuove applicazioni di questa tecnica che verranno descritte in seguito.

Questa particolare operazione di ingegneria societaria é inoltre un valido mezzo utilizzabile per la ristrutturazione ed il rilancio di aziende patrimonialmente sane, che però presentino degli squilibri a livello economico e/o finanziario, per cause che possono essere le più svariate; tra quelle che é possibile eventualmente rimuovere adeguatamente con un operazione di L.B.O. possono esemplificativamente annoverarsi:

  • inefficienza del management;
  • squilibri della struttura dei costi;
  • criticità del livello di indebitamento;
  • eccessiva rigidità del patrimonio o sua ridodanza rispetto agli obiettivi aziendali.
In particolare quest'ultimo problema, soprattutto in momenti congiunturali negativi, si presta particolarmente ad essere rimosso da un operazione di L.B.O. ben congeniata, che si traduca un drastico piano di cessioni immobiliari tali da ridare all'azienda quella snellezza patrimoniale, unita ad alleggerimento dei costi fissi, necessari ad operare in mercati nei quali la concorrenza si fa più pressante (come nei momenti di recessione).

Infine, come accennato, un aspetto di non secondaria importanza per il mercato italiano é la presenza di un numero elevato di aziende che hanno dimensioni insufficienti per poter concorrere a livello internazionale; in quest'ottica quindi ben si inseriscono operazioni di ristrutturazione e di adeguamento attuate a mezzo di L.B.O. condotte da grandi gruppi che consentano a queste aziende di conseguire limiti dimensionali adeguati e di sfruttare sinergie ed economie di scala nell'ambito del nuovo contesto in cui verrebbero ad operare (il grande gruppo).

Storicamente questa tecnica si é sviluppata nei mercati più all'avanguardia in tale settore, cioè quelli anglosassoni, ed in particolare negli Stati Uniti, come evoluzione di un fenomeno di concentrazione privata, che vedeva passare il controllo di public companies, con azionarato diffuso, nelle mani di uno o pochi possessori.

Dal punto di vista tecnico il leveraged buyout é in sostanza una forma di acquisizione del controllo di una società di capitali finanziata con capitale fornito da un ente finanziatore (di solito una banca) che é terzo rispetto alle società coinvolte nell'operazione; tale definizione consente quindi di comprendere il significato etimologico di "leveraged buyout", cioè acquisizione tramite la leva finanziaria.

Nella pratica l'operazione viene attuata mediante la costituzione ex novo, da parte dei soggetti interessati, di una società di capitali, che nella prassi viene definita new company (newco), con un capitale sociale di modesta entità e comunque inferiore al valore di acquisto della società di cui si intende acquisire il controllo (società obiettivo o target).
La newco contrae quindi un prestito con l'ente finanziatore, eventualmente garantito dal pegno delle azioni della società da acquisire. Una volta perfezionata l'acquisizione normalmente si attua la fusione per incorporazione tra newco e target (merger leverage buyout).

A questo punto viene a cadere la garanzia del pegno sulle azioni, in quanto queste sono state annullate, per cui la garanzia viene ad essere fornita all'ente finanziatore dal patrimonio della società acquisita, che potrà in parte o del tutto essere dismesso per permettere di estinguere il finanziamento.

Oltre a ciò (od anche alternativamente) il ripianamento del debito verso l'ente finanziatore sarà consentito e legato alla capacità reddituale della società acquisita in quanto queste sia in grado di generare un cash-flow positivo.

In definitiva questa tecnica societaria-finanziaria consente l'acquisizione del controllo di una società senza sopportarne il costo, che viene addossato e sopportato dall'assetto patrimoniale finanziario della stessa società acquisita.

In caso di ristrutturazioni aziendali mirate soprattutto all'abbattimento di pesanti posizioni debitorie della target nei confronti di istituti bancari potrebbe essere opportuno procedere mediante una tecnica che può ricondursi agli schemi base del L.B.O. Infatti invece delle azioni si potrebbe addivenire all'acquisto dei singoli cespiti della società target o dell'azienda nel suo complesso con una tecnica che viene definita asset for cash, senza che dal punto di vista sostanziale muti la struttura dell'operazione, in quanto il debito contratto dalla newco è garantito dai beni della target.

A questo punto invece di acquisto potrebbe ipotizzarsi l'affitto dell'azienda target; in tal modo verrebbero contemperate le esigenze sia delle banche creditrici della società target, che verrebbero ad ottenere in un sicuro flusso finanziario costituito dai canoni di locazione che sarebbe destinato al ripianamento del loro credito, che di quelle che hanno finanziato la newco che sarebbero garantite dalla redditività dell'azienda della target locata. L'operazione nella pratica potrebbe essere strutturata secondo le seguenti fasi:

  • concessione del finanziamento alla newco necessario all'affitto dell'azienda della target; tale finanziamento non é indispensabile in quanto i flussi finanziari da destinare all'affitto dell'azienda non sono sicuramente paragonabili a quelli necessari ad un acquisto in blocco;
  • affitto dell'azienda della target alla newco; in questo caso la newco potrebbe anche non essere una società di nuova costituzione, ma una già esistente che é interessata all'esercizio dell'azienda della target previo risanamento della sua esposizione debitoria, od anche una società dello stesso gruppo che vuole ottenere il ripianamento dei debiti della target con l'utilizzo di questa tecnica
  • il canone di locazione corrisposto alla target viene finalizzato al ripianamento della sua esposizione debitoria; potrebbe essere indispensabile in tale fase il raggiungimento di un accordo con la/e banca/e concretizzantesi in un piano di rientro diluito nel tempo. Le banche creditrici della target non perdono le loro garanzie reali e vengono tutelate anche dal disposto dell'art. 2560 c.c.;
  • eventuale dismissione del patrimonio dell'azienda della target i cui proventi verrebbero destinati al ripianamento della sua esposizione debitoria unitamente ai flussi generati dai canoni di locazione. Potrebbero essere anche stipulati dei canoni di locazioni dei beni patrimoniali ceduti con la newco, cosicchè questa non perderebbe la disponibilità di questi nell'esercizio dell'azienda affittata ed allo stesso tempo verrebbe reso più appetibile l'acquisto di cespiti immobiliari produttivi di reddito;
  • la banca eventuale finanziatrice della newco sarebbe garantita dalla redditività dell'azienda acquisita, ormai liberata dalla mole degli oneri finanziari per interessi passivi che la gravavano prima dell'operazione, e da eventuali garanzie reali sul patrimonio aziendale. Infatti potrebbero essere eventualmente costituite dalla target ipoteche volontarie su immobili aziendali per i quali non sia prevista la cessione; tali ipoteche avrebbero naturalmente un grado inferiore a quelle eventualmente già iscritte a favore delle banche creditrici della target;
  • può essere prevista una prelazione od una opzione a favore della newco per il successivo acquisto della azienda della target, una volta terminato il ripianamento dell'esposizione debitoria di quest'ultima; dal prezzo di acquisto potrebbero essere dedotti i canoni già corrisposti, oppure potrebbe ipotizzarsi un maggior concorso della banca finanziatrice della newco con le tecniche previste per il L.B.O. classico. A tal punto l'operazione sarebbe completa e la newco avrebbe acquisito l'azienda della target ormai priva di debiti.
    Tale tecnica potrebbe definirsi, con neologismo di tipo anglosassone, reverse leveraged lease out asset for cash:
  • reverse in quanto é finalizzata più al risanamento dei debiti della target attraverso la leva finanziaria che al suo acquisto da parte della newco;
  • lease out in quanto é attuata ed è finalizzata all'affitto dell'azienda;
  • asset for cash in quanto l'oggetto dell'operazione sono i cespiti patrimoniali dell'azienda nel suo complesso e non le sue quote.
In questa sede tralasceremo volutamente di soffermarci sull'aspetto giuridicamente più discusso in materia di L.B.O., ovverosia se esso costituisca o meno violazione del dettato dell'art. 2358 c.c.. La norma citata sancisce il divieto per le società di accordare prestiti o fornire garanzie per l'acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie; é quindi evidente il punto di contrasto tra il L.B.O. e l'art. 2358 c.c., in relazione alla garanzia del finanziamento (utilizzato per l'acquisto delle azioni della società obiettivo) che nell'operazione é costituita dal patrimonio della società target. Al riguardo é comunque interessante notare che il Tribunale di Milano, VIII Sez. civ., con sentenza del 14/5/'92 ha ritenuto l'operazione sostanzialmente lecita e quindi degna di tutela giuridica.

Dalla natura economico giuridica dell'operazione derivano consequenzialmente una serie di analisi, di natura finanziaria ed economica, che i soggetti economici interessati all'acquisizione della "target" dovranno affrontare per poter giudicare sulla possibilità di utilizzazione a tal fine del L.B.O. o di altri strumenti giuridici o finanziari eventualmente disponibili.

La "target" ottimale, generalmente, ha la seguenti caratteristiche (anche se non contemporaneamente):
  • svolge la sua attività in un settore economicamente maturo, con prodotti dal ciclo piuttosto lungo, quindi soggetti ad un ricambio lento;
  • é in grado di sviluppare un consistente cash-flow positivo;
  • ha un patrimonio liquido e disponibile consistente;
  • possiede immobilizzazioni di facile e rapido realizzo;
  • vanta una significativa produzione storica di utili;
  • detiene consolidatamente la propria quota nel mercato oppure opera in una nicchia significativa, per cui non necessita di investimenti ingenti per mantenere i suoi livelli produttivi;
  • riceverebbe benefici da un cambio del management o da un suo maggior coinvolgimento nelle sorti aziendali
Una volta individuato l'obiettivo deve quindi farsi ricorso al finanziamento necessario all'acquisizione.

In questa fase si inserisce la banca, che deve operare con una mentalità da merchant bank, non solo come mero finanziatore del L.B.O., dovendo spingere la propria opera sino alla consulenza per tutta l'operazione.

In considerazione del tipo di azienda da acquisire deve quindi studiarsi il piano di finanziamento da concedere (business plan); il business plan ha caratteristiche diverse a seconda della tipologia di operazione che vuole portarsi a compimento:
  • L.B.O. con trasferimento di attività a garanzia, attuato soprattutto nel caso di aziende di dimensioni limitate od in crisi; infatti nel primo caso l'impresa non presenta quelle dimensioni tali da permettere il finanziamento senza garanzia, nel secondo caso la garanzia é necessaria in quanto l'azienda non presenta, normalmente, cash-flow positivo derivante dalla sua normale attività; la banca quindi, soprattutto nel mercato italiano, richiede una garanzia reale, anche se poi il finanziamento verrà rimborsato dai flussi di cassa (che potremo definire straordinari) generati dal piano di dismissione patrimoniale.
  • L.B.O. con trasferimento di liquidità, quindi senza garanzia, poggiato unicamente sulla possibilità per l'azienda acquisita di generare nel futuro flussi di cassa sufficienti al rimborso del prestito; questo tipo di operazione richiede da parte della banca finanziatrice una notevole cultura del rischio d'impresa. Naturalmente nella pratica esistono piani di finanziamento che prevedono entrambe le ipotesi esaminate.
E bene specificare, anche se lo si può evincere da quanto sopra esposto, che, quando si parla di rimborso del finanziamento con i flussi di cassa prodotti dalla società target, fa riferimento alla normale attività produttiva aziendale e non ad eventuali dismissioni patrimoniali, anche se queste poi naturalmente produrranno dei flussi di cassa; per cui alienazioni di cespiti possono essere di supporto o sostituire il normale cash-flow della società obiettivo. Naturalmente non si tratta di meri calcoli numerici, ma la scelta di pervenire a cessioni patrimoniali può farsi anche in presenza di adeguati flussi finanziari, quando si voglia, ad esempio, snellire la struttura patrimoniale o ridurre i costi fissi.

Non deve però confondersi tale distinzione con quella relativa alla provenienza dei flussi di cassa; infatti, nell'ambito di operazioni di L.B.O., il ripianamento del finanziamento può avvenire per mezzo di cash-flow endogeno od esogeno; nella prima ipotesi i flussi proverranno, esemplificativamente, da profitti, ammortamenti, cessioni patrimoniali; nella seconda da aumenti di capitale, prestiti obbligazionari, mutui, lease back ecc.

Volendo riassumere i concetti sin qui esposti, un operazione di L.B.O. mirata a ristrutturazioni o rilanci aziendali, normalmente sarà caratterizzata da:
  • trasferimento di attività garanzia del finanziamento concesso dalla banca;
  • generazione dei flussi di cassa necessari al pagamento del debito sia per mezzo di operazioni endogene (alienazioni patrimoniali), che tramite operazioni esogene.
Un analisi attenta meritano i tassi di interesse relativi al finanziamento. Infatti deve essere ben valutata l'operazione anche da questo punto di vista, in quanto, elevati livelli dei tassi di interesse, legati a varie necessità di politica monetaria delle banche (non ultima, in Italia, quella di avere remunerazioni più alte rispetto ai titoli di stato), causano una riduzione della leva finanziaria; conseguentemente l'azienda obiettivo dovrà potenzialmente essere in grado di generare ingenti flussi di cassa che consentano il pagamento di interessi elevati sul finanziamento.

Nel valutare la fattibilità di un operazione di L.B.O. mirata all'acquisto di un azienda che necessita di ristrutturazioni occorre aver ben presenti gli obiettivi che ci si prefiggono con l'acquisizione e la ristrutturazione; l'ipotesi tipica é che si voglia acquisire una azienda ancora vitale, con avviamento oggettivo, legato quindi a fattori quali possono essere marchio, brevetti, know how, rete commerciale, presenza sul mercato o portafoglio clienti, che però necessiti di una ristrutturazione che le consenta di conseguire adeguati o maggiori livelli di redditività che allo stato le sono preclusi da una struttura dei costi fissi troppo elevata o da un management non sufficientemente "aggressivo".

Naturalmente, per poter valutare l'opportunità di procedere ad un L.B.O. finalizzato alla ristrutturazione della società target, occorre preventivamente procedere ad una approfondita analisi economica, finanziaria e patrimoniale della stessa.

Un analisi di questo genere deve tenere presenti ed esaminare una serie di variabili e di dati che consentano di apprezzare e valutare correttamente:
  • le possibilità concrete e reali di risanamento;
  • la struttura patrimoniale dell'azienda;
  • la capacità di produrre un cash-flow significativo, sia in condizioni normali, che a seguito di dismissioni patrimoniali e/o di ricorso al credito ed ad aumenti di capitale; - la possibilità di sostenere i nuovi oneri finanziari legati al rimborso del prestito.
Questo tipo di valutazioni possono essere basate su informazioni che possono essere desunte dai bilanci della società, opportunamente riclassificati, al fine di evidenziare i dati più significativi. Chi scrive ritiene quindi opportuno procedere ad una riclassificazione del bilancio secondo principi diversi rispetto a quelli con cui é stato redatto in base al dettato del codice civile. Infatti questo, in seguito al recepimento dellla IV diretttiva CEE prevede (art. 2424) uno stato patrimoniale che contrappone impieghi e fonti, per cui deve procedersi ad una sua rielaborazione secondo principi finanziari. Per ciò che concerne il conto economico l'art. 2425 c.c. prevede la sua redazione secondo la configurazione a valori e costi della produzione; accanto a questa é opportuno operare una riclassificazione secondo la configurazione a ricavi e a valore aggiunto. Tali rielaborazioni consentono inoltre di poter agevolmente procedere alla determinazione degli indici di bilancio. E' inoltre opportuno predisporre un rendiconto finanziario delle variazioni della disponibilità monetaria netta. Tutte queste rielaborazioni devono essere effettuate per un numero significativo di esercizi (n, n-1, n-2 ecc.) al fine di poter adeguatamente apprezzare i trend di tutti i dati e variabili oggetto di esame. Notizie rilevanti possono infine essere desunte dalla nota integrativa.

Esaminiamo separatamente le valutazioni sopra individuate.

1) Possibilità reali e concrete di risanamento della target.

Per effettuare una simile valutazione é opportuno procedere ad una riclassificazione del conto economico secondo la configurazione a valore aggiunto (l'art. 2425 c.c. prevede la configurazione a valore e costo della produzione) al fine di ottenere una serie di informazioni rilevanti in merito alla redditività della gestione ordinaria e all'incidenza di eventuali oneri finanziari e di eventi straordinari che possono avere influenzato negativamente il risultato di esercizio; il conto economico riclassificato secondo la configurazione a valore aggiunto permette infatti di evidenziare, come voci intermedie, il valore aggiunto della gestione ordinaria, il risultato operativo della gestione ordinaria, il risultato operativo della gestione corrente ed il risultato economico al lordo delle imposte. In tal modo é possibile verificare se la crisi dell'azienda é strutturale o é legata ad esempio ad un eccessiva rigidità patrimoniale che comporta un appesantimento del conto economica a causa di elevati livelli di ammortamento, od, ancora, ad eventi particolari od a eccessivi oneri finanziari, permettendo di valutare la percorribilità di un ipotesi di L.B.O. ed anche la capacita, per la società obiettivo. di sopportare i nuovi oneri finanziari legati al rimborso del prestito che finanzia l'operazione.

Risulta inoltre utile, per disporre di ulteriori strumenti di valutazione, la predisposizione e l'analisi di alcuni indici di bilancio quali:
  • rigidità degli impieghi (immobilizzazioni/totale impieghi), che permette di valutare le condizioni di equilibrio o disequilibrio del patrimonio; naturalmente una target ottimale da acquisire con un L.B.O. avrà un elevato valore percentuale di tale indice, che indicherà la possibilità di miglioramento dei conto mediante cessioni patrimoniali e diminuzione conseguente degli ammortamenti ed anche la presenza di un forte patrimonio che permetterà di generare, in seguito alle dismissioni, i flussi di cassa necessari al rimborso del prestito contratto dalla newco per il compimento dell'operazione.
  • leverage o indice di indebitamento (totale impieghi/capitale proprio), che consente di valutare se si é in presenza di un eccessivo indebitamento. Infatti un valore superiore a 2 indica un ricorso massiccio all'indebitamento, che potrebbe porsi a livelli tali da rendere antieconomica una ristrutturazione aziendale.
  • tasso di incidenza della gestione non caratteristica (utile di esercizo/risultato operativo), che consente di valutare se l'azienda deve sopportare un eccesivo appesantimento dei costi derivante dalla gestione non caratteristica; infatti il tasso diminuisce se alla formazione del reddito netto concorrono negativamente altre gestioni (finanziaria, patrimoniale, straordinaria): in definitiva un tasso a livelli molto bassi potrebbe essere un segnale positivo, in quanto segnalerebbe, in un azienda potenzialmente e strutturalmente ancora in grado di produrre reddito, un incidenza eccessiva della gestione non ordinaria che potrebbe essere rimossa in seguito al L.B.O..
  • R.O.I. (return on investment = risultato operativo/totale impieghi) che evidenzia la redditività del capitale complessivo investito nell'attività tipica svolta. Tale indice é relativo quindi solo all'attività tipica, per cui, anche in una azienda in crisi, potrebbe assumere valori tali da rendere concorrenziale l'acquisto della target.
2) Struttura patrimoniale della società obiettivo.

E' opportuno procedere ad una riclassificazione dello stato patrimoniale al fine di poter valutare la struttura patrimoniale della società da acquisire e verificare un eventuale ridondanza del patrimonio, che potrebbe appesantire la struttura dei costi; naturalmente la presenza di un patrimonio elevato é l'ideale per un operazione di L.B.O., in quanto la sua successiva dismissione consente da un lato di generare i flussi di cassa necessari al rimborso del prestito che ha finanziato l'operazione di acquisizione, e dall'altro di procedere alla ristrutturazione della società acquisita gravando il conto economico con minori ammortamenti. Anche in tal caso risulta utile verificare l'indice di rigidità degli impieghi.

3) La capacità di produrre un cash-flow significativo, sia in condizioni normali, che a seguito di dismissioni patrimoniali e/o di ricorso al credito ed ad aumenti di capitale.

Per procedere a tale tipo di analisi é opportuno predisporre un rendiconto finanziario per verificare la capacità che nel passato ha avuto la società obiettivo di produrre livelli di cash - flow significativi e per esaminare il loro trend negli ultimi esercizi. Deve poi verificarsi, una volta perfezionato il L.B.O., se i mezzi che si intendono adottare per la ristrutturazione e per ripianare il finanziamento, siano in grado di generare un livello di flussi di cassa sufficiente; a tal fine é necessario predisporre ed analizzare un budget finanziario dove devono essere inserite delle stime sulle vendite di patrimonio, sul ricorso al credito o su eventuali aumenti di capitale, tenendo ben presente che le dismissioni patrimoniali comportano anche una diminuzione degli ammortamenti ed i finanziamenti generano anche maggiori oneri finanziari

4) Possibilità di sostenere i nuovi oneri finanziari legati al rimborso del prestito.

Deve accertarsi che la società obiettivo sia in grado di poter sostenere i maggiori oneri finanziari derivanti dal prestito acceso dalla newco il finanziamento del L.B.O.. A tal fine si deve analizzare l'incidenza della gestione finanziaria sul risultato d'esercizio: deve verificarsi che la società sia in grado potenzialmente di produrre i flussi di cassa necessari al rimborso del prestito ed analizzare la struttura patrimoniale sotto il profilo delle garanzie offribili (presenza o meno di ipoteche). Procedendo ad un analisi per indici é interessante operare una corretta valutazione del R.O.I.: infatti se il questo si mantiene ad un livello maggiore al tasso di interesse da corrispondere, vi sarà convenienza ad accendere il finanziamento per concludere il L.B.O.

Naturalmente l'analisi da condurre non deve essere asettica ma deve tenere conto di tutta una serie di variabili che difficilmente possono trovare in dati puramente numerici, quali quelli sopra esposti; infatti in un azienda da ristrutturare che si viole acquisire tramite un L.B.O., un importanza fondamentale é rivestita dal management che é interessato all'operazione e dalla sua capacità, preparazione e motivazione.

Fonti:
  • Atti del convegno "Il leveraged buyout in Italia", Roma 26/1/1990 - "Il leveraged buyout, tra liceità ed illegalità", di Settimio A. Desideri, in Rivista O.D.C. di Roma Giugno 1993.


  • STUDIO FAZZALARI
    Via Volusia, 30 – 00189 Roma, Tel. 06.30316050 – 06.30362490 - Fax 06.30362570
    Via Nicolò Tartaglia, 11 - 00197 Roma, Tel. 06.30316050
    Sito: www.studiofazzalari.it E-mail: dofazzal@tin.it PEC: domenico.fazzalari@pec.commercialisti.it